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Un ricordo d’infanzia / A childhood memory

Read the paragraph, then answer the following questions in complete sentences to write a short paragraph about a childhood memory.

Un ricordo che porto sempre con me risale a quando avevo otto anni. Era l’ultimo giorno di scuola, e c’era la festa con i giochi organizzati nel cortile. Uno di questi era una corsa a ostacoli per bambini. Io ero magrolino, non molto atletico, e la mia più grande paura era fare una brutta figura davanti a tutti, specialmente a mio padre che era venuto a guardare.

Al via, partii con gli altri. Ero molto concentrato, ma a metà percorso, mentre saltavo un piccolo ostacolo, inciampai e caddi pesantemente sul ginocchio. Un dolore acuto, la polvere sulla bocca, e il silenzio improvviso intorno a me. Sentii le risatine di qualche compagno e il mio volto diventò bollente dalla vergogna. Vidi mio padre che si avvicinava di corsa, ma prima che mi raggiungesse, feci una cosa che mi sorprese da solo: mi alzai. Con il ginocchio che sanguinava e gli occhi pieni di lacrime, mi rimisi in piedi e, zoppicando, ripresi a correre. Non per vincere, ormai impossibile, ma per finire la corsa. Attraversai il traguardo per ultimo, tra le braccia di mio padre. Non vinsi un premio, ma l’insegnante mi diede una piccola medaglia per lo “spirito di perseveranza”.

Quell’episodio, apparentemente piccolo, mi ha segnato profondamente. In primo luogo, mi ha insegnato che il fallimento fa parte della vita, ma non è la fine. Cadere è normale; ciò che conta è la scelta che fai dopo: restare a terra o rialzarsi. Da allora, di fronte a una difficoltà, quella scena mi torna in mente. Mi ricordo il sapore della polvere e la decisione di andare avanti, e trovo la forza per riprovare.

In secondo luogo, ha acceso in me una grande ammirazione per le storie di resilienza. Forse per questo ho sviluppato una passione per la lettura e per il cinema che raccontano storie di persone che superano gli ostacoli. Mi identifico in quei personaggi che, dopo una caduta, trovano il coraggio di continuare.

Infine, ha cambiato il mio rapporto con la vulnerabilità. Quella volta mostrai a tutti la mia debolezza: il ginocchio sbucciato, le lacrime. E invece di essere deriso, ricevetti rispetto e affetto. Ho capito che mostrarsi per come si è, anche quando si soffre, non è una debolezza, ma una forma di coraggio che avvicina agli altri.

Oggi, da adulto, quando devo affrontare una sfida difficile al lavoro o nella vita personale, non penso alla vittoria immediata. Penso a quel bambino che si è rialzato. Mi ha insegnato che il vero successo a volte non è arrivare per primi, ma avere il coraggio di riprendere il cammino, un passo alla volta, nonostante la paura e il dolore. È una lezione di umiltà e di forza che porto sempre nel cuore.

English translation

A childhood memory

A memory I always carry with me goes back to when I was eight years old. It was the last day of school, and there was a party with organised games in the playground. One of these was an obstacle race for children. I was skinny, not very athletic, and my biggest fear was embarrassing myself in front of everyone, especially my father who had come to watch.

At the starting signal, I set off with the others. I was very focused, but halfway through, as I was jumping over a small obstacle, I tripped and fell heavily on my knee. A sharp pain, dust in my mouth, and a sudden silence around me. I heard the giggles of some classmates and my face burned with shame. I saw my father running towards me, but before he reached me, I did something that surprised even myself: I got up. With my knee bleeding and eyes full of tears, I got back on my feet and, limping, started running again. Not to win, which was now impossible, but to finish the race. I crossed the finish line last, into my father’s arms. I didn’t win a prize, but the teacher gave me a small medal for “perseverance.”

That episode, seemingly small, marked me deeply. First of all, it taught me that failure is part of life, but it’s not the end. Falling is normal; what matters is the choice you make afterwards: to stay down or to get back up. Since then, when faced with a difficulty, that scene comes back to my mind. I remember the taste of dust and the decision to keep going, and I find the strength to try again.

Secondly, it ignited in me a great admiration for stories of resilience. Perhaps that’s why I developed a passion for reading and for films that tell stories of people overcoming obstacles. I identify with those characters who, after a fall, find the courage to continue.

Finally, it changed my relationship with vulnerability. That time I showed everyone my weakness: the scraped knee, the tears. And instead of being mocked, I received respect and affection. I understood that showing yourself as you are, even when you’re hurting, is not a weakness, but a form of courage that brings you closer to others.

Today, as an adult, when I have to face a difficult challenge at work or in my personal life, I don’t think about immediate victory. I think of that child who got back up. It taught me that true success sometimes isn’t about coming first, but about having the courage to resume the journey, one step at a time, despite fear and pain. It’s a lesson in humility and strength that I always carry in my heart.


Use the following words to answer the questions and create your own Italian paragraph:

  • Utili per iniziare: Un ricordo che porto sempre… / Era l’ultimo giorno di scuola… / Io ero…
  • Descrizione generale: ricordo d’infanzia, ultimo giorno di scuola, corsa a ostacoli, caduta, lezione di vita, perseveranza, resilienza, vulnerabilità, coraggio
  • L’episodio: bambino di 8 anni, magrolino, non atletico, paura di fare brutta figura, padre presente, inciampare, cadere sul ginocchio, dolore acuto, polvere, silenzio, risatine, vergogna, rialzarsi da solo, ginocchio sanguinante, lacrime, zoppicare, finire la corsa (non vincere), arrivare ultimo, medaglia per “spirito di perseveranza”
  • Lezioni apprese:
    • Sul fallimento: fallimento fa parte della vita, non è la fine, cadere è normale, scelta dopo (restare a terra o rialzarsi), trovare forza per riprovare.
    • Sulla resilienza: ammirazione per storie di resilienza, passione per lettura/cinema su persone che superano ostacoli, identificarsi.
    • Sulla vulnerabilità: mostrare debolezza (ginocchio sbucciato, lacrime), ricevere rispetto e affetto, mostrarsi per come si è = coraggio che avvicina agli altri.
  • Conclusione da adulto: affrontare sfide, pensare a quel bambino rialzato, vero successo = coraggio di riprendere il cammino passo dopo passo, nonostante paura e dolore, lezione di umiltà e forza.
  1. A che età risale il ricordo? Che occasione era? (ricordo, quando avevo otto anni, ultimo giorno di scuola, festa con giochi, cortile)
  2. Com’era fisicamente il bambino e di cosa aveva paura? Chi era presente? (io ero magrolino, non atletico, mia paura era fare brutta figura, davanti a tutti, specialmente a mio padre, venuto a guardare)
  3. Cosa successe durante la corsa? Dove cadde e che sensazioni provò? (a metà percorso, saltando un ostacolo, inciampai, caddi sul ginocchio, dolore acuto, polvere sulla bocca, silenzio improvviso)
  4. Cosa sentì e come si sentì dopo la caduta? (sentii risatine di compagni, mio volto diventò bollente dalla vergogna)
  5. Cosa fece che lo sorprese? Come si rialzò e cosa fece dopo? (vidi mio padre avvicinarsi, ma prima feci una cosa che mi sorprese: mi alzai, ginocchio sanguinava, occhi pieni di lacrime, mi rimisi in piedi, zoppicando)
  6. Perché riprese a correre? Arrivò primo? Cosa successe al traguardo? (ripresi a correre, non per vincere (impossibile), ma per finire la corsa, attraversai il traguardo per ultimo, tra le braccia di mio padre)
  7. Cosa ricevette invece di un premio per la vittoria? Perché? (non vinsi un premio, insegnante mi diede una medaglia, per “spirito di perseveranza”)
  8. Qual è la prima grande lezione che ha imparato? Cosa fa quando ha una difficoltà ora? (episodio mi ha segnato, mi ha insegnato, fallimento fa parte della vita, non è la fine, cadere è normale, conta la scelta dopo: rialzarsi, di fronte a difficoltà, quella scena mi torna in mente, trovo forza per riprovare)
  9. Cosa ha “acceso” in lui questa esperienza? Come si è sviluppata questa passione? (ha acceso in me ammirazione per storie di resilienza, ho sviluppato passione per lettura e cinema, storie di persone che superano ostacoli, mi identifico)
  10. Cosa ha cambiato nel suo rapporto con la “vulnerabilità”? Cosa mostrò a tutti e cosa ricevette invece? (ha cambiato mio rapporto con vulnerabilità, mostrai a tutti mia debolezza (ginocchio sbucciato, lacrime), invece di essere deriso, ricevetti rispetto e affetto)
  11. Cosa ha capito sul mostrarsi per come si è? (ho capito, mostrarsi per come si è, anche quando si soffre, non è debolezza, ma forma di coraggio che avvicina agli altri)
  12. Cosa pensa oggi, da adulto, quando affronta una sfida? A chi pensa? (oggi da adulto, affrontare una sfida, non penso alla vittoria immediata, penso a quel bambino che si è rialzato)
  13. Cosa ha imparato essere il “vero successo”? Che tipo di lezione è questa? (mi ha insegnato, vero successo a volte non è arrivare per primi, ma avere coraggio di riprendere il cammino, passo alla volta, nonostante paura e dolore, lezione di umiltà e forza)


Now, use your answers to write an 8-10 sentence paragraph about a childhood memory.


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