Skip to content

La ricerca di un significato / The search for meaning

Read the paragraph, then answer the following questions in complete sentences to write a short paragraph about one’s relationship with religion or spirituality

Il mio rapporto con la spiritualità e la religione è un viaggio personale, ancora in corso, e molto diverso dal percorso tracciato dalla mia famiglia. Sono cresciuto in una casa dove la fede era un fatto semplice e quotidiano. I miei genitori sono cattolici praticanti: la domenica mattina andavano a messa, festeggiavano il Natale e la Pasqua con devozione, e mi hanno fatto fare la Prima Comunione e la Cresima. Per loro, la religione è una colonna portante: dà risposte, conforto, una comunità e regole morali chiare. Non ne hanno mai fatto una questione di imposizione, ma era il tessuto normale della nostra vita.

Per me, le cose sono andate diversamente. Durante l’adolescenza, i dubbi hanno cominciato a bussare. Le domande si facevano più forti delle risposte già pronte che ricevevo. Iniziavo a studiare scienze, a conoscere altre culture, a confrontarmi con amici atei o di altre fedi. Mi chiedevo: se Dio è buono, perché permette la sofferenza? Perché tante religioni diverse, tutte così sicure di avere la verità? Le preghiere imparate a memoria cominciavano a sembrarmi suoni vuoti, e i riti, semplici tradizioni.

Per un periodo, mi sono allontanato completamente. Mi definivo agnostico. Non negavo l’esistenza di un Dio, ma semplicemente non riuscivo a credere in quello descritto dalla dottrina. Avevo la sensazione che la religione organizzata fosse troppo piena di dogmi, di regole umane e a volte di ipocrisia. Guardavo i miei genitori con un misto di affetto e di distanza: rispettavo la loro fede, ma sentivo che non poteva più essere la mia.

Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato. Non è stato un “ritorno” alla fede di prima, ma l’inizio di una ricerca spirituale personale. Ho capito che il mio bisogno di significato, di connessione con qualcosa di più grande di me, era ancora forte. Ho iniziato a esplorare in modo libero: leggo testi di filosofia, mi affascina il buddhismo per la sua attenzione alla mente e alla compassione, cammino nei boschi e provo una profonda sensazione di pace che posso solo chiamare “spirituale”. Prego, ma non con le parole del catechismo; parlo all’universo, ringrazio per la bellezza, chiedo forza per essere una persona migliore. È una spiritualità fai-da-te, intima e piena di domande.

Oggi, il mio confronto con la famiglia è basato sul rispetto reciproco. Con mia madre a volte parliamo di queste cose. Lei mi dice che prega per me, e a me questo gesto d’amore commuove, anche se non condivido il destinatario della sua preghiera. Io le racconto delle mie riflessioni sulla meraviglia del cosmo o sull’importanza dell’amore come principio universale. Non siamo più sulla stessa barca, ma camminiamo su sponde diverse dello stesso fiume, cercando entrambi, a modo nostro, la sorgente.

Credo che la ricerca di un significato sia una delle avventure più umane che esistano. La fede certa dei miei genitori e i miei dubbi inquieti sono, in fondo, due facce della stessa medaglia: il desiderio di capire il nostro posto nel mistero della vita. E forse, il vero atto di fede non è credere in una risposta precisa, ma avere il coraggio di continuare a cercare.

English translation

The search for meaning

My relationship with spirituality and religion is a personal journey, still ongoing, and very different from the path set by my family. I grew up in a home where faith was a simple, daily fact. My parents are practicing Catholics: they went to Mass on Sunday mornings, celebrated Christmas and Easter with devotion, and had me make my First Communion and Confirmation. For them, religion is a pillar: it provides answers, comfort, a community, and clear moral rules. They never made it a matter of imposition, but it was the normal fabric of our life.

For me, things went differently. During adolescence, doubts began to knock. The questions became stronger than the ready-made answers I received. I began to study science, learn about other cultures, and talk with atheist friends or those of other faiths. I wondered: if God is good, why does He allow suffering? Why so many different religions, all so sure they have the truth? The prayers memorized by heart began to seem like empty sounds, and the rituals, mere traditions.

For a while, I drifted away completely. I defined myself as agnostic. I didn’t deny the existence of a God, but I simply couldn’t believe in the one described by doctrine. I felt that organized religion was too full of dogmas, human rules, and sometimes hypocrisy. I looked at my parents with a mix of affection and distance: I respected their faith, but felt it could no longer be mine.

In recent years, however, something changed. It wasn’t a “return” to the old faith, but the beginning of a personal spiritual search. I understood that my need for meaning, for connection with something greater than myself, was still strong. I began to explore freely: I read philosophy texts, I am fascinated by Buddhism for its focus on the mind and compassion, I walk in the woods and feel a deep sense of peace I can only call “spiritual”. I pray, but not with catechism words; I talk to the universe, give thanks for beauty, ask for strength to be a better person. It’s a DIY spirituality, intimate and full of questions.

Today, my dialogue with my family is based on mutual respect. I sometimes talk about these things with my mother. She tells me she prays for me, and this gesture of love moves me, even if I don’t share the recipient of her prayer. I tell her about my reflections on the wonder of the cosmos or the importance of love as a universal principle. We are no longer in the same boat, but we walk on different banks of the same river, both seeking, in our own way, the source.

I believe that the search for meaning is one of the most human adventures that exist. The certain faith of my parents and my restless doubts are, deep down, two sides of the same coin: the desire to understand our place in the mystery of life. And perhaps, the true act of faith is not believing in a precise answer, but having the courage to keep searching.


Use the following words to answer the questions and create your own Italian paragraph:

  • Utili per iniziare: Il mio rapporto con… / Sono cresciuto in una casa… / Per me, le cose sono andate diversamente…
  • Descrizione generale: spiritualità, religione, viaggio personale, ricerca, rispetto reciproco, bisogno di significato
  • Famiglia (contesto di crescita): famiglia cattolica praticante, andare a messa la domenica, festeggiare Natale/Pasqua con devozione, Prima Comunione, Cresima, religione = colonna portante (dà risposte, conforto, comunità, regole morali), fatto normale, non imposizione
  • Il suo percorso personale:
    • Adolescenza – Dubbi: domande più forti delle risposte, studio delle scienze, conoscenza di altre culture, amici atei/di altre fedi, domande sul male e sulle religioni, preghiere = suoni vuoti, riti = semplici tradizioni.
    • Allontanamento: periodo di agnosticismo, non negare Dio ma non credere nella dottrina, religione organizzata vista come piena di dogmi, regole umane, ipocrisia, rispetto ma distanza dalla fede familiare.
    • Ricerca spirituale recente: non ritorno, ma inizio di ricerca personale, bisogno di significato e connessione, esplorazione libera: filosofia, buddhismo (attenzione alla mente/compassione), camminare nei boschi (pace spirituale), pregare in modo personale (parlare all’universo, ringraziare, chiedere forza), spiritualità fai-da-te, intima, piena di domande.
  • Confronto attuale con la famiglia: rispetto reciproco, dialogo con la madre (lei prega per lui, gesto d’amore; lui condivide riflessioni su meraviglia/amore), non stessa barca ma sponde diverse dello stesso fiume, entrambi cercano la sorgente.
  • Conclusione: ricerca di significato = avventura umana, fede certa dei genitori e suoi dubbi = due facce della stessa medaglia (desiderio di capire), vero atto di fede = coraggio di continuare a cercare.
  1. Come descrive l’autore il suo rapporto con spiritualità e religione? In che tipo di famiglia è cresciuto? (mio rapporto con spiritualità e religione, viaggio personale, ancora in corso, diverso dal percorso della mia famiglia, cresciuto in casa dove fede era fatto semplice e quotidiano)
  2. Quali erano le pratiche religiose dei suoi genitori? Che cos’era per loro la religione? (genitori cattolici praticanti, domenica andavano a messa, festeggiavano Natale e Pasqua con devozione, mi hanno fatto fare Prima Comunione e Cresima, per loro religione è colonna portante: dà risposte, conforto, comunità, regole morali, non imposizione)
  3. Perché il suo percorso è stato diverso? Quando sono iniziati i dubbi? (per me cose andate diversamente, durante adolescenza dubbi hanno cominciato a bussare, domande si facevano più forti delle risposte già pronte)
  4. Quali influenze ha avuto durante l’adolescenza? Che domande si poneva? (iniziavo a studiare scienze, conoscere altre culture, confrontarmi con amici atei o di altre fedi, domande: “se Dio è buono, perché permette sofferenza?”, “perché tante religioni diverse, tutte sicure di avere verità?”)
  5. Cosa hanno iniziato a sembrargli le preghiere e i riti? (preghiere imparate a memoria cominciavano a sembrarmi suoni vuoti, riti semplici tradizioni)
  6. Come si è definito per un periodo? Cosa non riusciva a credere? Cosa pensava della religione organizzata? (per un periodo mi sono allontanato completamente, mi definivo agnostico, non riuscivo a credere in Dio descritto dalla dottrina, sensazione che religione organizzata fosse piena di dogmi, regole umane, ipocrisia)
  7. Come guardava i suoi genitori in quel periodo? (guardavo i miei genitori con misto di affetto e distanza, rispettavo la loro fede, ma sentivo che non poteva più essere la mia)
  8. Cosa è cambiato negli ultimi anni? È stato un ritorno alla fede di prima? (negli ultimi anni qualcosa è cambiato, non è stato un “ritorno” alla fede di prima, ma inizio di una ricerca spirituale personale)
  9. Qual è stato il suo bisogno rimasto forte? Cosa ha iniziato a esplorare? (ho capito che mio bisogno di significato, di connessione con qualcosa di più grande, era ancora forte, ho iniziato a esplorare in modo libero: leggo testi di filosofia, mi affascina buddhismo (attenzione alla mente e compassione), cammino nei boschi e provo pace spirituale)
  10. Come prega ora? Come definisce la sua spiritualità attuale? (prego, ma non con parole del catechismo; parlo all’universo, ringrazio per bellezza, chiedo forza per essere persona migliore, spiritualità fai-da-te, intima e piena di domande)
  11. Com’è oggi il confronto con la famiglia? Cosa si dicono lui e sua madre? (oggi confronto con famiglia basato su rispetto reciproco, con mia madre parliamo, lei dice che prega per me (gesto d’amore), io le racconto riflessioni sulla meraviglia del cosmo o sull’importanza dell’amore)
  12. Con quale immagine descrive il loro rapporto attuale? (non siamo più sulla stessa barca, ma camminiamo su sponde diverse dello stesso fiume, cercando entrambi, a modo nostro, la sorgente)
  13. Cosa pensa sia la ricerca di significato? Cosa hanno in comune la fede dei suoi genitori e i suoi dubbi? Qual è, per lui, il vero atto di fede? (credo che ricerca di un significato sia una delle avventure più umane, fede certa dei miei genitori e miei dubbi inquieti sono due facce della stessa medaglia: desiderio di capire nostro posto nel mistero della vita, vero atto di fede non è credere in una risposta precisa, ma avere coraggio di continuare a cercare)


Now, use your answers to write an 8-10 sentence paragraph about one’s relationship with religion or spirituality


Next lesson

L’incontro con la morte / The encounter with death