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Quali conseguenze del cambiamento climatico? / What are the consequences of climate change?


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Italian Version:

  • Andrea: Silvia, parlando con te che vivi in campagna e segui da vicino il mondo agricolo, mi piacerebbe chiederti: quali conseguenze del cambiamento climatico state giร  osservando nella tua zona? Perchรฉ qui in cittร  a volte se ne parla in astratto, ma immagino che sul territorio i segnali siano molto tangibili.
  • Silvia: Eh sรฌ, Andrea, purtroppo sono fin troppo evidenti. La cosa che colpisce di piรน รจ che le stagioni sono diventate estremamente piรน irregolari e violente. Le estati, per esempio, sono sempre piรน calde e siccitose: quest’anno abbiamo avuto quaranta giorni senza una goccia di pioggia, con temperature che superavano costantemente i trentacinque gradi. I terreni si sono letteralmente screpolati. Per contro, in autunno abbiamo assistito a inondazioni improvvise e violente: in due giorni รจ caduta la pioggia di sei mesi, provocando frane e allagamenti che hanno distrutto diverse strade di campagna.
  • Andrea: Impressionante. E suppongo che tutto questo abbia un impatto devastante sullโ€™agricoltura locale. Come sta cambiando lโ€™agricoltura da voi?
  • Silvia: Stanno cambiando radicalmente, e non in meglio. Molti agricoltori, soprattutto quelli piรน anziani, stanno abbandonando le colture tradizionali perchรฉ non sono piรน sostenibili con il clima attuale. Ti faccio un esempio: il mais, che era una coltura storica della nostra pianura, ormai non cresce piรน bene perchรฉ richiede acqua regolare e temperature miti. Con queste estati torride, le pannocchie escono rachitiche e la resa รจ crollata di oltre il trenta per cento. Alcuni stanno provando a sostituirlo con colture piรน resistenti come il sorgo o il miglio, ma non รจ la stessa cosa. Altri, i piรน sfortunati, hanno venduto i terreni e hanno cambiato mestiere.
  • Andrea: Che tristezza. Lโ€™agricoltura non รจ solo un lavoro, รจ un patrimonio culturale. E a livello di politiche, tu che sei sempre stata informata, cosa pensi dellโ€™Accordo di Parigi? Secondo te ha avuto un impatto reale?
  • Silvia: Penso che lโ€™Accordo di Parigi sia stato un passo importante, anzi, direi storico, perchรฉ per la prima volta quasi tutti i paesi del mondo si sono seduti attorno a un tavolo e hanno riconosciuto il problema. Lโ€™obiettivo di mantenere lโ€™aumento della temperatura ben al di sotto dei due gradi centigradi, possibilmente entro 1,5 gradi, รจ tecnicamente ancora valido. Tuttavia e qui arriva il ma gli impegni concreti che i paesi hanno preso sono ancora largamente insufficienti. Le cosiddette โ€œcontribuzioni determinate a livello nazionaleโ€, i piani che ogni paese presenta, sono troppo deboli. Se sommiamo gli impegni attuali, andiamo dritti verso un riscaldamento di quasi tre gradi, che sarebbe catastrofico.
  • Andrea: Quindi stai dicendo che lโ€™accordo รจ in linea di principio giusto, ma nella pratica non basta?
  • Silvia: Esattamente. Lโ€™accordo ha creato una cornice, ma manca la sostanza. I paesi dovrebbero aggiornare i loro obiettivi ogni cinque anni rendendoli piรน ambiziosi, e invece molti stanno facendo passi indietro o rimandano. Inoltre, mancano meccanismi di sanzione reali per chi non rispetta gli impegni. Insomma, รจ come se avessimo firmato un contratto con delle buone intenzioni, ma senza una clausola che obblighi davvero a rispettarlo.
  • Andrea: Capisco. E secondo te, cosa servirebbe per rendere lโ€™accordo piรน efficace?
  • Silvia: Servirebbe innanzitutto una volontร  politica molto piรน forte. I governi devono smettere di pensare a breve termine, al prossimo ciclo elettorale, e iniziare a pianificare con orizzonti di trentโ€™anni. Servono investimenti massicci nelle energie rinnovabili, nella mobilitร  sostenibile, nellโ€™efficienza energetica. E servono tasse sul carbonio alte e diffuse, in modo che chi inquina paghi davvero il costo sociale delle proprie emissioni. Ma tutto questo รจ impopolare, perchรฉ richiede sacrifici immediati per benefici futuri, e la gente spesso non รจ disposta ad accettarlo.
  • Andrea: E i cittadini comuni, secondo te, possono fare la differenza?
  • Silvia: Assolutamente sรฌ, ma non dobbiamo illuderci che basti spegnere la luce o fare la raccolta differenziata. Sono gesti importanti, ma senza un cambiamento sistemico restano gocce nellโ€™oceano. Il vero potere dei cittadini รจ politico: votare con consapevolezza, partecipare ad associazioni ambientaliste, fare pressione sugli amministratori locali, scegliere prodotti con minore impronta ecologica. E anche condividere informazioni corrette, perchรฉ la disinformazione sul clima รจ purtroppo molto diffusa.
  • Andrea: Hai ragione. A volte sento dire โ€œtanto la Cina inquina, tanto vale che continui a usare lโ€™autoโ€. รˆ una scusa comoda.
  • Silvia: Una scusa comodissima, ma infondata. Che la Cina sia il maggior emettitore al mondo รจ vero in termini assoluti, ma pro capite รจ molto piรน bassa degli Stati Uniti o dellโ€™Australia. E soprattutto, il cambiamento climatico รจ un problema globale: se ogni paese aspetta che sia lโ€™altro a muoversi, non faremo mai nulla. Ogni tonnellata di COโ‚‚ evitata รจ utile, ovunque nel mondo.
  • Andrea: Silvia, come sempre hai le idee chiare. Dovresti candidarti in comune, magari riusciamo a fare qualcosa anche a livello locale.
  • Silvia: Magari un giorno chissร . Intanto, continuo a coltivare il mio orto in modo rigenerativo, a parlare con i vicini e a spingere perchรฉ il nostro comune adotti un piano per il clima. รˆ poco, ma รจ il mio modo di non stare a guardare.
  • Andrea: Non รจ poco affatto. Anzi, รจ proprio da lรฌ che si ricomincia. Grazie per questa chiacchierata.
  • Silvia: Grazie a te, Andrea. E ricordiamoci: il futuro non รจ qualcosa che subiamo, ma qualcosa che costruiamo giorno per giorno.

English Translation:

  • Andrea: Silvia, talking with you, who live in the countryside and closely follow the agricultural world, I’d like to ask you: what consequences of climate change are you already observing in your area? Because here in the city sometimes we talk about it abstractly, but I imagine that on the ground the signs are very tangible.
  • Silvia: Oh yes, Andrea, unfortunately they’re only too evident. The most striking thing is that the seasons have become extremely more irregular and violent. Summers, for example, are increasingly hotter and drier: this year we had forty days without a drop of rain, with temperatures constantly exceeding thirty-five degrees. The soil literally cracked. In contrast, in autumn we witnessed sudden and violent floods: in two days, six months’ worth of rain fell, causing landslides and floods that destroyed several country roads.
  • Andrea: Impressive. And I suppose all of this has a devastating impact on local agriculture. How is agriculture changing where you live?
  • Silvia: It’s changing radically, and not for the better. Many farmers, especially the older ones, are abandoning traditional crops because they are no longer sustainable with the current climate. Let me give you an example: corn, which was a historic crop of our plain, no longer grows well because it needs regular water and mild temperatures. With these torrid summers, the ears come out stunted and the yield has dropped by more than thirty percent. Some are trying to replace it with more resistant crops like sorghum or millet, but it’s not the same thing. Others, the unluckiest, have sold their land and changed professions.
  • Andrea: How sad. Agriculture is not just a job, it’s a cultural heritage. And in terms of policies, you who have always been informed, what do you think of the Paris Agreement? Do you think it has had a real impact?
  • Silvia: I think the Paris Agreement was an important step, indeed, I would say historic, because for the first time almost all the countries of the world sat around a table and recognized the problem. The goal of keeping the temperature increase well below two degrees Celsius, possibly within 1.5 degrees, is still technically valid. However and here’s the but the concrete commitments that countries have made are still largely insufficient. The so-called “nationally determined contributions,” the plans that each country presents, are too weak. If we sum up the current commitments, we are heading straight toward a warming of almost three degrees, which would be catastrophic.
  • Andrea: So you’re saying that the agreement is right in principle, but in practice it’s not enough?
  • Silvia: Exactly. The agreement created a framework, but the substance is missing. Countries should update their targets every five years making them more ambitious, but instead many are backtracking or delaying. Furthermore, there are no real sanction mechanisms for those who fail to meet their commitments. In short, it’s as if we signed a contract with good intentions, but without a clause that really forces compliance.
  • Andrea: I see. And in your opinion, what would be needed to make the agreement more effective?
  • Silvia: First of all, much stronger political will would be needed. Governments need to stop thinking in the short term, about the next election cycle, and start planning with thirty-year horizons. Massive investments are needed in renewable energy, sustainable mobility, energy efficiency. And high, widespread carbon taxes are needed, so that polluters actually pay the social cost of their emissions. But all of this is unpopular, because it requires immediate sacrifices for future benefits, and people are often unwilling to accept it.
  • Andrea: And ordinary citizens, in your opinion, can make a difference?
  • Silvia: Absolutely yes, but we must not delude ourselves that turning off the light or recycling is enough. These are important gestures, but without systemic change they remain drops in the ocean. The real power of citizens is political: voting with awareness, participating in environmental associations, putting pressure on local administrators, choosing products with a lower ecological footprint. And also sharing correct information, because misinformation about the climate is unfortunately very widespread.
  • Andrea: You’re right. Sometimes I hear people say “China pollutes anyway, so I might as well keep using my car.” It’s a convenient excuse.
  • Silvia: A very convenient excuse, but unfounded. That China is the world’s largest emitter is true in absolute terms, but per capita it is much lower than the United States or Australia. And above all, climate change is a global problem: if every country waits for the other to move, we will never do anything. Every ton of COโ‚‚ avoided is useful, anywhere in the world.
  • Andrea: Silvia, as always, you have clear ideas. You should run for office in our municipality, maybe we can do something at the local level too.
  • Silvia: Maybe one day, who knows. In the meantime, I continue to grow my vegetable garden regeneratively, talk with the neighbors, and push for our municipality to adopt a climate plan. It’s little, but it’s my way of not standing by and watching.
  • Andrea: It’s not little at all. Indeed, that’s exactly where we start again. Thank you for this chat.
  • Silvia: Thank you, Andrea. And let’s remember: the future is not something we suffer, but something we build day by day.

Fill in the blanks with the missing information from the dialogue.

  1. Andrea dice che in cittร  il cambiamento climatico spesso se ne parla in modo _____.
  2. Silvia afferma che le stagioni sono diventate piรน irregolari e _____.
  3. Questโ€™anno hanno avuto quaranta giorni senza una goccia di _____.
  4. In autunno ci sono state inondazioni improvvise che hanno provocato frane e _____.
  5. Molti agricoltori stanno abbandonando le colture tradizionali perchรฉ non sono piรน _____.
  6. Il mais non cresce piรน bene perchรฉ richiede acqua regolare e temperature _____.
  7. Con le estati torride, le pannocchie escono rachitiche e la resa รจ crollata di oltre il _____ per cento.
  8. Alcuni agricoltori stanno sostituendo il mais con colture piรน resistenti come il sorgo o il _____.
  9. Silvia considera lโ€™Accordo di Parigi un passo importante e persino _____.
  10. Lโ€™obiettivo dellโ€™Accordo di Parigi รจ mantenere lโ€™aumento della temperatura sotto i due _____ centigradi.
  11. Secondo Silvia, gli impegni concreti dei paesi sono ancora largamente _____.
  12. Se si sommano gli impegni attuali, il mondo rischia un riscaldamento di quasi tre _____.
  13. Silvia dice che lโ€™accordo ha creato una cornice, ma manca la _____.
  14. I paesi dovrebbero aggiornare i loro obiettivi ogni _____ anni.
  15. Silvia sostiene che servirebbe una volontร  politica molto piรน _____.
  16. Secondo lei, servono investimenti massicci nelle energie _____.
  17. Silvia pensa che chi inquina dovrebbe pagare il costo sociale delle proprie _____.
  18. Andrea dice che molte persone usano la Cina come una scusa molto _____.
  19. Silvia spiega che il cambiamento climatico รจ un problema _____.
  20. Alla fine Silvia dice che il futuro รจ qualcosa che costruiamo giorno per _____.

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  1. astratto
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  3. pioggia
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  11. insufficienti
  12. gradi
  13. sostanza
  14. cinque
  15. forte
  16. rinnovabili
  17. emissioni
  18. comoda
  19. globale
  20. giorno

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